monthlymusic.it

Little Dragon – Ritual Union (Top Ten 2011)

Data di uscita: 25/07/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

Quando mia madre annunciò a mio padre che aspettava una figlia usò un aforisma di Wilde: Il matrimonio è una croce così pesante che è necessario la si porti in tre. Quando mio padre ammise di avere un’amante usò pressappoco le stesse parole. Devo dire che quando me lo raccontano ora lo fanno ridendo, all’epoca era roba da piatti volanti e bestemmie trattenute solo da denti digrignati e latrati animaleschi. Eppure, questi ex amanti sono stati capaci di perdonarsi a vicenda e di amare me senza palleggiarmi viziandomi, come capita alle coppie fresche di separazione. Dal canto mio so che per quanto non abbiano in nessun modo cercato di istillarmi sentimenti contrastanti, come il desiderio di accasarsi in fretta, tipico di mia madre, e il libertinaggio ad oltranza, caratteristica questa di mio padre, alla genetica non si sfugga. Per quanto antinomici questi due aspetti sopravvivono ben saldi alla mia persona e nessuno dei due vuole cedere il passo all’altro. Capita perciò che io ami, di un amore intenso ed incondizionato ma che non riesca a trattenere questa passione al perimetro evidente di una sola persona. Di Cesare si diceva che fosse il marito di ogni moglie e la moglie di ogni marito, eppure è stato l’uomo più potente di tutti i tempi. Di me si dice che sono una puttana pazza, eppure non m’aspetto coltellate dai miei ex, che per quanto delusi non possono vantare alcun diritto di rivalsa. A differenza di mio padre amo mettere le carte in tavola da subito, mi piaci ma non per questo sarai l’unico. Ed ogni volta prodighi cavalieri e dame di carità cercavano di spingere questo mio modus gitano verso una via più canonica di visione d’amore e rapporti. Quindi loro sono gli illusi ed io la folle. Ma va bene così, i pragmatici seriosi non mi piacciono, nemmeno i libertini come me m’ispirano. Voglio gli illusi perché loro è il regno dei sogni, e quelli, più della pelle sudata, mi appagano. Ultimamente però provo un piccolo rimorso, mi scopro vampiro in realtà, mi nutro delle aspettative degli altri di un mio cambio di rotta, come se fosse dovuto, come risultante sostanziale del mischiarci un po’. Ma mai, in tutti questi anni, sono cambiata. Mi chiedo se questo quindi non sia amore ad oltranza, ma solo libido decorata da cortesia, se così fosse cosa dovrei fare? Cercare una compagnia più intensa e ingraziarmi solo quella? E se questo fosse l’imprinting modellato dal senso di colpa e non il frutto di un mutamento ragionato? Se fosse la mia parte accasante, di radice materna, a prendere il sopravvento? Se fosse il fumo, che mi distrae mentre quei begli occhi intensi oltre il bancone mi trapassano come lance affilate?

Alfonso Errico

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.