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The Horrors – Skying

Data di Uscita: 11/07/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

Il treno continuava ormai senza sosta da più di un’ora. Le rotaie stridevano di tanto in tanto, la luce s’infiochiva ad intermittenza. Tutt’intorno un odore di sudore insopportabile.
Il viaggio sembrava infinitamente più lungo del solito, soprattutto per via della vescica gonfia che s’era ripromesso di svuotare solo alla prossima sosta. Tuttavia attendere ancora sembrava superare ogni limite di sopportazione umana. Tentò d’alzarsi per raggiungere la toilette ma la signora grassoccia e sudaticcia che gli sedeva accanto s’era addormentata con le gambe stese sul sedile di fronte a sé e gl’ostruiva il passaggio. Imprecò fra i denti, allungò la gamba più che poté e scavalcò la poco gradita compagna di viaggio, non senza strattonarla. Quella rantolò nel sonno, maledicendolo. Al diavolo!
Il corridoio del vagone era stretto e buio, incredibilmente buio.
A tastoni s’incamminò contando le cuccette che si lasciava alle spalle finché non intravide a qualche metro da sé due letterine luminose color vermiglio, WC, eccolo.
La vescica pulsava ancora sotto i pantaloni stretti così Tom si mise una mano a tener ben stretto il cazzo e alzò il passo.
C’era quasi.
Una frenata brusca all’improvviso lo fece indietreggiare e quasi capitombolare, se non fosse che una mano nel buio aveva prontamente afferratogli il braccio a trattenerlo.
Il treno era immobile; spente le luci delle cuccette, s’era innalzato un vocìo sommesso e perplesso. Tom sentì una mano calda carezzargli la nuca, avvicinarglisi all’orecchio e ripetere in una sorta di litania: “The water’s cool if you choose the right time”.
Alla lieve luce della luna che filtrava dalla tendina spessa, intravide due occhi verdi.
Un attimo dopo non c’erano già più.
Una voce gracchiante annunciò dall’altoparlante problemi tecnici di natura non specificata, le porte del treno s’aprirono con uno sbuffo non meno sofferente delle lamentele che giungevano dai comparti.
Ancora incapace d’elaborare quello ch’era appena successo nel giro di pochi secondi, Tom si ritrovò proprio davanti alle ante meccaniche spalancate. Fuori, la luna illuminava dei cespugli selvatici; più in là, il mare.
La vescica non avrebbe retto un attimo in più, questo era certo. Scese con piede incerto, cercò un cespuglio che lo riparasse alla meno peggio, tirò giù la lampo dei jeans; i bottoni metallici cedettero subito dopo.
Pisciò con una soddisfazione che credette di non aver mai provato in vita sua. Il flusso scorreva lento e caldo col suo gorgoglìo sereno quando, con un urlo di lamiere, il treno si rimise in moto. Il sospiro di sollievo di Tom gli morì in gola, con le braghe ancora calate prese a seguire il convoglio bianco realizzando di averlo ormai perso e, con lui, d’aver perso valigia e cellulare.
Si guardò intorno: solo mare e cespugli per metri e metri.
Si frugò le tasche trovandovi l’accendino e il pacchetto di sigarette; dopo averne accesa una, lasciò andare dalle labbra socchiuse una nuvola di fumo densa che, divisa in due metà precise dal vento, gli avvolse la testa, abbracciandogli i pensieri e rendendoli ancora più nebbiosi.

Float away again.
Float, float away again.

Riconobbe la voce che l’aveva colto di sorpresa qualche istante prima sul treno, si voltò e fece appena in tempo a vedere quei due occhi verdi e vispi volare via, giù dal precipizio che sporgeva sul mare.
Senza un perché, si spogliò e li seguì.
Allargò le braccia, sentì la schiena impattare con l’aria gelida e poi con l’acqua fredda, la voce dagli occhi verdi cantava “The sky is cold, / colder than the ocean” spostandosi più a sud, mossa dalla corrente.
Galleggiando, Tom inspirò appagato: svuotarsi la vescica e tuffarsi roteando nell’aria erano le due cose più belle che gli fossero capitate.
Del resto se ne fotteva.

Annachiara Casimo

2 Responses to “The Horrors – Skying”

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