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Soft Metals – Soft Metals

Data di Uscita: 19/07/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

La ragazzina cogli shorts giallo limone ancheggiava sui tacchi sottratti alla madre e muoveva sinuosamente in orizzontale le dita affusolate – indice e medio a formare una vu come in segno di vittoria – sfiorando gli occhi tinti di blu e imbrillantinati e dal mascara florido. I capelli corvini cotonati, virati a sinistra, scoperchiavano l’orecchio destro dal quale penzolava un grosso orecchino metallico a cerchio, e risplendeva il rossetto rosso rosso e il piccolo seno sguinzagliato e inturgidito contro la t-shirt celeste annodata sopra l’ombelico a mandorla.
Le luci al neon cadevano come pioggia colorata sul suo corpo felino -–rosso viola giallo verde e bianco a intermittenza epilettica – e sul pavimento dalle mattonelle lisce colorate di bianco e nero che ricordavano una scacchiera -– ed era una partita a scacchi in mezzo a quella torma di corpi caldi che dondolavano sulle sneakers lucide e variopinte e sussurravano all’orecchio dell’amico e dell’amica frivole confidenze mentre altri si sfrusciavano e baciavano sguardati d’invidia – e un pulviscolo circolava farinoso a mezz’aria tra le sigarette accese e i drink fluorescenti dalle cannucce infilzate e tese come frecce al bersaglio.
Il ragazzino col ciuffo alla Elvis gelatinato e impomatato se ne stava da solo al bordo pista con un camicione sblusato a righe insaccato nei jeans slavati col risvolto sul mocassino similpelle di color mogano. Il bicchiere in una mano e rimescolava il ghiaccio nel suo long island iced tea colla cannuccia che irrequieto mordicchiava, mentre risucchiava piccoli sorsi, cercando di scaricare la tensione che lo faceva restare col collo teso e guardingo come un cacciatore nel bel mezzo di un bosco.
Fissava la ragazzina cogli shorts giallo limone tutta sola e su di giri in mezzo alla pista e pensava che era davvero una bomba. Cercava di catturare la sua attenzione con sguardi languidi, cambiava piede d’appoggio nella sua statuaria posa da divo anni cinquanta mista a una flemma spiccatamente anglosassone e raddrizzava le folte sopracciglia passandoci e ripassandoci il polpastrello dell’indice inumidito di saliva.
La ragazzina adesso aveva gli occhi chiusi e ondeggiava completamente rapita da quel ritmo che s’era fatto lento e dalle tastiere soffici e rarefatte e le luci soffuse e tutti intorno in coppia oscillavano con il mento della lei sulla spalla del lui.
Il ragazzino decise che era il momento giusto per attaccare la sua preda, ma doveva sbrigarsi prima che qualche altro esile conquistatore s’avvinghiasse su di lei.
Avanzò sicuro e celere fino a un paio di metri da lei e s’arrestò -– afferrò il suo profumo ai fiori di loto e trattenne il respiro ammaliato -–per poi proseguire calibrando ogni passo che affiorava placido sul pavimento riverberato dal neon lattiginoso.
Allungò una mano che scivolò a fior di pelle lungo il suo braccio e lei dischiuse gli occhi ancora avvolti in un bolla di sogno e sorrise. Allora quella silfide scolpita nell’aria celestiale e melata accolse il piccolo Elvis tra le sue braccia e si strinsero in un bozzolo di vibratili emozioni, un lento ballo di ancheggi, sospiri, sussurri mancati e pensieri senza ormeggi. Le bocche si avvicinavano sempre più e si appaiarono sospese in un campo magnetico di poli opposti che si legarono in un bacio di lingue roventi al sapore gustoso di tabacco vodka gin rum menta e succo di lime.
Ma all’improvviso le luci ripresero a picchiare violente, il ritmo e il volume della musica balzarono assordanti e quella passione fugace fu incrinata irrimediabilmente da irruenti sgomitate, spallate e voci precipitate nell’imboscata di una fitta nube di talco spirata dal bordo pista.

I due ragazzini non conobbero mai i loro nomi. La ragazzina sarebbe diventata una ragazza e poi una donna e avrebbe baciato diversi uomini cercando di riassaporare quella lingua calda e lenta che si mescolò alla sua con tanta passione quella sera in discoteca.
Il ragazzino col ciuffo alla Elvis gelatinato e impomatato avrebbe perso col tempo la sua affascinante chioma e avrebbe sussultato, accendendosi in viso come quella notte del lontano luglio dell’81, ogni qualvolta avesse visto una ragazza con indosso degli shorts giallo limone.

Gianfranco Costantiello

2 Responses to “Soft Metals – Soft Metals”

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