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Shakey Graves – Roll the Bones

Data di Uscita: 04/06/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

“C’è un uomo con la testa di bue, ti dico! L’ho visto con questi occhi!”
“Ah! Tutte balle, Todd. Tu racconti sempre un sacco di balle.”
“Era lì che osservava il resto del bestiame, poi si è alzato in piedi ed è scappato!”
“Se non la smetti ti faccio rinchiudere. Domani sarà un’altra lunga giornata. Ho le ossa rotte dal lavoro di oggi. Non ho tempo per le tue allucinazioni. Ci si vede domani, Todd.”
“…A domani.”

Cowhead fuggiva lo sguardo umano nascondendosi dietro le colline, facendo proprio un anfratto, una cavità poco illuminata, qualsiasi cosa sulla quale potesse fantasticare un immaginifico benvenuto.
Aveva viaggiato a lungo con le sue sole forze, raccattando un pezzo di pane lì e un calzino pulito là, fino ad arrivare in Texas. Qui si sentiva al sicuro. Lontano dagli sconcertati occhi umani, si poteva muovere con maggiore libertà. A volte trovava persino il tempo di divertirsi facendo spaventare le bestie di qualche fattoria, rubandogli talvolta il cibo.
Un pomeriggio, era ottobre, cominciò a piovere a dirotto e Cowhead vagò a lungo prima di trovare un rifugio sicuro. Scorse un capanno che gli sembrò accogliente e decise di nascondersi al suo interno. C’erano attrezzi di ogni sorta, anche un fucile ma soprattutto riusciva a vedere gli interni di un’abitazione. Cowhead passò quella sera a osservare gli umani presenti in casa. Vide un uomo sedersi a capotavola aspettando qualcosa. Vide una donna offrirgli un piatto fumante e il volto dell’uomo distendersi in un sorriso rassicurante. Per un momento si sentì come il mostro di un Frankenstein del ventesimo secolo. Trovava nella gentilezza di quel quadro familiare tutto ciò che aveva sempre desiderato: un piatto caldo, dei vestiti puliti, una casa accogliente, una donna con la quale scambiare qualche parola, un pianoforte.
A un certo punto Cowhead riuscì a scorgere la presenza di una terza persona. Era una ragazza dai capelli corvino e le labbra rosse. Aveva un neo sotto la palpebra destra. Appena la vide, il mostro se ne innamorò e improvvisamente il fatto di essere accettato dagli esseri umani non gli sembrò totalmente assurdo.

Il mattino seguente l’aria era chiara e sulla sua pelle, Cowhead non sentiva più quel fastidioso tremolio che lo tormentava durante le notti in Georgia, sotto la luna. Non sentiva alcun rumore. Lentamente, con la punta del naso mucoso scostò la porta e, vedendo via libera, sgusciò oltre la siepe e vi si nascose. Erano ancora tutti in casa, solo la ragazza dai capelli corvino innaffiava le piante. Poi decise di abbandonare quella quotidiana attività e di camminare un po’. Camminava verso il precario nascondiglio di Cowhead che, vedendo quella figura serafica farsi sempre più vicina, sentiva il cuore accelerare sempre di più, sempre di più, fino a quando la ragazza dai capelli corvino notò quella strana, deforme e orrenda creatura. Un urlo destò gli umori sereni dell’uomo e della donna ancora in casa. Cowhead scoppiò in lacrime. L’uomo corse più in fretta che poté, prese il fucile dalla capanna degli attrezzi e gridò: “Eccoti, mostro!”. Infine fece fuoco.

Cowhead fuggì con le lacrime agli occhi e si rimise in viaggio.

“(…) and buy ourselves some nice fancy home in the hills.”

Andrea Russo

2 Responses to “Shakey Graves – Roll the Bones”

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