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The Antlers – Burst Apart

Data di Uscita: 10/05/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

Nemmeno il tempo di asciugarmi una lacrima che già mi lanciavo con il cappotto in mano calpestando il pavé  con il vento gelido a scolpirmi la pelle del viso nella voracità serale della città. Uscivo dal cinema, un piccolo cinema, due sale, che dalla strada non lo vedi neanche per sbaglio. Stavo sempre camminando a tutta velocità, con il cappotto in mano. Sfrecciavano i tram al mio fianco, facevo fatica ad accorgermi a dove stavo mettendo i piedi, forse qualche goccia di pioggia, le luci dei lampioni sono già accese, stordiscono, il cielo non ha colore, forse qualche goccia di pioggia ancora.
Prendi una scena di un film dove non si senta parlare nessuno, uno scorcio di un quartiere di una cittadina francese, basta che sia di sera, all’ora di cena, un inverno appena accarezzato. La città avanza lenta e placida nel suo monotono rispetto di ruoli incatenanti, in ogni parte del mondo, va bene qualsiasi nazione, basta che non si parli di streghe.
Lascia scivolare sulla poltrona di quel cinema tutti i tuoi fastidi, curati di malinconie, sogni infranti, inquadrature lente come lenta dovrebbe scorrere tutta la vita, scivola nella scena del film, negli occhi di quella ragazzina o di una madre ritrovata, cadi nell’acqua dei fiumi gelidi in terre lontanissime da qui, lasciati trasportare dalla corrente della pellicola, dal nervosismo per quella pagina che non sei riuscito a terminare, mancavano solo poche parole, dissolvi il nervosismo di quella camminata troppo frettolosa, ci vorrebbe anche una pioggia lieve fuori, benvenuto in questo magico bosco inesistente.
Un’altra sequenza lenta ti mostra Jacqueline in un giardino bianco e nero come il suo vestito a fiori ,come le sue mani, come i miei pensieri, come il fumo della sigaretta che tieni tra due dita mentre sulle nostre teste, forse, qualche goccia di pioggia ancora. Proteggici, in un’altra sequenza passata, torbida, dissolviamoci, perché andiamo sempre in due direzioni separate, in questa foresta ovattata , questo siamo noi, solo due anime bulimiche che si nutrono di vento. Allontana le antiche paure, sorridi.

Filippo Redaelli

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