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Anders – In the Dark Hour

Data di Uscita: 10/05/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

La venere al vento che ho scolpito nell’ulivo mi ha solo spaccato le mani o mi darà un po’ del tuo amore?
La mia mente è una notte oscura, dipende dalle lune, tu mi dici che sono insoddisfatto ma io ho fame.
Un coccodrillo si è arrampicato sulla mia porta ed io non ho più percezioni, sono ubriaco da anni, ero ubriaco prima di nascere, ero nelle menti  oscure nelle ore oscure: l’infinito precede tutto e viene dopo tutto, siamo intervalli nell’infinito.
C’era un film di Bud Spencer e Terence Hill e io ti amavo come una montagna, chi sarà il primo a salutare? Andremo al Zabriskie Point a rotolarci lontani, ma non esiste il domani, ascolto il delirio del deserto e le chitarre elettriche mi confondono il cervello, non voglio pensare al domani, non voglio pensare al domani.
Non sono pazzo, non sono affatto pazzo, sono solo ubriaco, di certo meno ubriaco di molti.
Il convivio senza fine mi ha catapultato in un cielo dedaleo e tutto si ripete e niente è mai lo stesso.
Ho sognato in poche settimane di essere il papa e di vedere Cristo, dici che sto impazzendo? Il pirata ritiene che sia fisiologico, io mi sento un piccolo e felice essere di questa terra, non mi importa della mia fama, del mio prestigio, della mia importanza, siamo tutti vani e meravigliosi, siamo tutti infiniti e indistruttibili, siamo terribili, siamo, siamo, viviamo, viviamo!
Potrei dissolvermi, potrei evaporare, ma sono qui, in cerca del centro di gravità, della mia orbita.
Rido, è un capo di carciofi, Thomas fa le foto agli infestanti ed io danzo sulle cime, pensi che sia un delirio? Può darsi. Cos’è davvero comprensibile? Il comprensibile è comprensibile? Non credo.
Ho scolpito una venere al vento per la mia venere di ghiaccio, ma sono nel regno di Dioniso ora e non riesco a finirla. La mia mano ha dei buchi, le mie mani sono indolenzite.
Le ossessioni sono nuvole nere. Le passioni sono nuvole enormi e bianche. La pace è il cielo azzurro.
Voglio il cielo azzurro.
Guardo gli esseri umani, mi sento lontano ma
Tat twam asi.
E non posso dire niente, voglio essere libero, voglio essere oltre, voglio non volere.
Ti ho trovata dietro un albero e ti inseguo, ti fai inseguire sorridendo, ti fai raggiungere e poi scappi.
Cambio mille forme, cambio mille posti, cambio mille menti, l’universo è tutto macchie e balzi, siamo tutti delle macchie e balzi.
Vaghiamo tra macchie e balzi: se tu guarirai ed io impazzirò ci sposeremo e la luna sarà nostra sorella.

Ama et fac quod vis.

Marco di Memmo

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