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Ra Cailum – Infinite Value

Data di Uscita: 02/05/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

Sant Louis – Missouri – un tempo ospitò gli attuali Atlanta Hawks, NBA, palazzetti ricolmi di urla e sudore.

Forest Park.

Avvistamenti ripetuti di immensi Crop Circles.

L’estate era una delle più bollenti mai riscontrate dai meteorologici, bandiere a stelle e strisce che non riescono a sventolare per mancanza di vento. Tutto tranquillo, la città respira a fatica e sembra addormentata in questo tepore quando una delle grandi attrazioni nazionali e mondiali, ma soprattutto nazionali, scuote l’ambiente. Immensi disegni geometrici di grandezza spropositata si manifestano creando scalpore, reazioni scomposte di ogni genere. Crisi mistiche, paure incontrollate, riflussi di vecchi presagi apocalittici e grandi risate di scherno. Prime riunioni intorno ai luoghi “prescelti”, semplice curiosità, telecamere, more morbosità more feticismo and more again. La massa di persone in avvicinamento trova i suoi spazi accanto al parco, gli autoctoni più scaltri fiutano l’affarone e si addentrano tra le roulette dei curiosi per vendere cibi a basso prezzo e ad alto contenuto energetico e di grassi altamente nocivi, beati hamburger con bacon e salse varie, sempre siano lodati. Tra questi nuovi “mercanti” il più curioso è un ragazzo che all’apparenza pare come tanti suoi coetanei; lo distingue però il suo tavolo richiudibile di legno e la quantità smodata di tastiere elettroniche e synth e altri aggeggi di ogni tipo compreso un portatile dal quale con tecnologie ai più sconosciuti proietta i titoli (?) delle sue composizioni. Si piazza nei primi cerchi sul terreno, apre il tavolo e ci posa sopra il materiale, collega i fili che spesso risultano contorti come i disegni ipnotici e inizia a far partire i suoi suoni. Propone il suo materiale in loop per ore e ore senza mai stancarsi passando da nenie rilassanti, quasi ambient, come “Asbel” e “Rooftops”, a ritmi convulsi e spasmodici quasi inascoltabili e senza filo conduttore come “ Exalted/ Golden Colours”. Un rumore bianco si insinua nel parco con “Industrious” e il tutto si chiude con una progressione tintinnante caduta nel silenzio più totale, profeticamente annotata come “ Sacred”. La performance del ragazzo non convince tutti, intorno a lui alcuni si stancano e se ne vanno addentrandosi maggiormente nei disegni per raggiungerne il centro, altri ascoltano imperterriti e si stendono al suolo quasi per entrare in simbiosi con qualcosa di indefinito. Forse andrebbe ripetuta l’esperienza, l’ascolto protratto per un tempo maggiore. Questo però non fu possibile. Gli abitanti adiacenti al parco, sfiancati dal chiasso sempre maggiore delle persone, firmarono una petizione per far sgombrare questi accampamenti. Nessuno protestò, i Crop Circles non interessavano più, nessun nuovo cerchio, si restava lì per l’adrenalina dell’esperienza di massa condivisa aspettando qualcosa da raccontare in un futuro lontano ai parenti più giovani, un qualcosa che non arrivava. Si stancarono tutti e il ragazzo smontò il suo materiale, tornò a casa e iniziò a lavorare per perfezionarsi ripartendo dai suoi ottimi spunti.
Sentiremo ancora parlare di lui, se ancora come tessitori di ritmi alieni o se in schemi più classici solo il tempo ce lo dirà.

Alessandro Ferri

One Response to “Ra Cailum – Infinite Value”

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