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Fovea Hex – Here Is Where We Used To Sing (Top Ten 2011)

Data di Uscita: 18/04/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

Every evening
di Gianfranco Costantiello

Per arrivare all’alba non c’è altra via che la notte.
K.Gibran

Il corpo piegato sulle ginocchia. Il capo reclinato, leggermente, verso il basso, al pavimento in marmo della stanza fredda. Le mani giunte, poi incrociate, una preghiera bisbigliata.
Il comodino, un lume puntato sul Cristo in croce e un chiodo spiovente a  reggerlo storto alla parete bianca, scrostata, e poi paglierina al soffitto umido. Sussurra Amen e si rialza, sistemandosi la camicetta da notte, che nel movimento improvviso, si è sollevata, sguarnendo le cosce lattiginose. Infilatasi nelle polverose e pungenti lenzuola di flanella, allunga il viso sul lume della candela: il suo profilo disegnato sulla parete, la sagoma spiata, furtivamente, con la coda dell’occhio, inghiotte la stanza al suo secco soffio tra le labbra che sgonfia i polmoni e annichilisce la fiamma. La luce si è dissolta, ma il suo ricordo è rimasto imprigionato sul fondo della retina che lentamente si scuote e vibra in un effervescente ed indomabile grigiore puntinato. Tende al bluastro quando gli occhi si muovono, cercano i contorni, la stanza.
Fenditura caleidoscopica
Sentimento del tempo
Immagine di vita in fieri.

Definirsi: guadagnare la superficie, a chiazze, e sconfinare, mancare: un rivolo di luce lunare tra la fuga del pavimento e una ruga di cera già solida al contatto con la fredda porcellana, ogni sera, prima che arrivi l’alba.

Definirsi: guadagnare la superficie, a chiazze, e sconfinare, mancare: un rivolo di luce lunare tra la fuga del pavimento e una ruga di cera già solida al contatto con la fredda porcellana, ogni sera, prima che arrivi l’alba.

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