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The Death Set – Michel Poiccard

Data di Uscita: 15/03/2011

Ci pensi a quanti soldi potremmo farci? Ascolta, ascolta bene il piano è questo, ogni pub di sto posto di merda mette a lavorare ragazzetti figli di borghesi che si spaccano la schiena per dieci ore al giorno nei weekend per  trenta euro al giorno? Ok? Trenta euro per due giorni fanno sessanta euro, sessanta euro che servono loro per qualche stronzata da fare quei due tre giorni che non lavorano nei week end e vanno a svagarsi, sono figli di buone famiglie che lo fanno per due spicci e non perché hanno un reale bisogno, e sai cosa li stressa davvero del loro lavoro massacrante? Sai cosa gli da’ più fastidio di puzzare di fritto, di servire degli stronzi, di stare agli ordini di un coglione per qualche spiccio, sai cosa? Le pulizie prima di aprire, lo so perché l’ho fatto anche io, la cosa che scazza è lavare a terra, spazzare negli angoli e pulire i cessi, ecco cosa li scazza. Sai, sarebbero disposti, ne sono certo, a cedere anche dieci dei loro trenta euro giornalieri per un fesso che pulisce ad apertura locale al posto loro, ed il titolare permetterebbe questo perché lui non ci rimette nulla, ecco, fai due conti adesso: dieci euro per quanto? 15 minuti di lavoro? Mentre loro si spaccano per  dieci ore per trenta, pensa, avresti anche il tempo di farlo per tre locali vicini fra loro, lavoreresti meno di un’ora per la loro stessa cifra, poi, fatto il nome potresti subaffittare il lavoro a qualche disperato, chessò un immigrato senza permesso, un disperato qualsiasi e farti un giro di tutti i locali della piazzetta, faresti soldi col racket delle pulizie, tutto in nero, senza alcun controllo e nessuno lo penserebbe opera di un’unica mente, un impresa di pulizie silenziosa e non apparente e tu che ti gonfi le tasche sulle spalle di quegli stronzetti viziati che per trenta euro nei weekend abbassano il cartello del lavoro svilendo la nobile arte dell’esser cameriere.
Sì, cazzo sì, funzionerebbe, ma sai cosa, a me piace così. Un sorriso beffardo si disegnò sulle labbra di entrambi, si coprirono poi il viso con le rispettive sciarpe, il primo raccolse un sasso, il secondo si guardò attorno, il primo lo lanciò, il secondo corse dentro il negozio di musica dalla vetrina da poco deflagrata e passo un paio di chitarre, il primo le prese mentre il secondo afferrava un basso e una drum machine. Corsero a tutto spiano verso la salvezza di viottoli scuri e stretti nella notte di un inutile martedì.

2 Responses to “The Death Set – Michel Poiccard”

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