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Radiohead – The King of Limbs

Data di Uscita: 18/02/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

The Aroma of Tea
di Giulia Delli Santi

Sono infermiere al Leavesden Mental Hospital e ho sempre amato il mio lavoro.

Mia madre voleva che diventassi medico, però dopo tre anni di studi ho cominciato a mostrare strani sintomi: perdita di entusiasmo, frustrazione, apatia. Il medico, riflettendo sul mio stato emotivo, decide di somministrarmi il Maslach. Risultai essere un soggetto intimamente burnout; così, in pieno esaurimento emotivo, decisi, in alternativa al suicidio, di abbracciare uno stile di vita meno faticoso, soprattutto di sciogliermi dalla morsa di quel nodo scorsoio che era il rapporto con mia madre. Naturalmente lei si oppose con vigore perché io non lasciassi gli studi di medicina. Evidentemente non aveva capito quale fosse l’alternativa. A dire il vero, non credo di averglielo mai chiesto.

Del mio lavoro amo il rapporto con i pazienti. S’incontrano nature interessanti in una clinica psichiatrica: dai meno articolati ossessivo compulsivi a disturbi profondi della personalità.

Una mattina il capo reparto, m’informa dell’arrivo di un nuovo paziente. “Difficile” mi viene detto. Noi operatori abbiamo un codice che ci permette di distinguere a prima impronta quale tipo di comportamento è necessario adottare con un paziente di cui ancora non si conoscono le particolarità patologiche, così da essere sempre preparati.

Effettivamente mr. Megpie si rivelò essere una persona con forti disturbi dell’umore: era capace di passare da violente crisi d’isteria nevrotica al più totale disinteresse per ciò che lo circondava. Di lui si diceva che in un’altra vita fosse stato un prestigiatore e che sia andato fuori di testa dopo aver perso il coniglio nel suo cilindro. Ne ero assolutamente affascinato.

“Good morning Mr. Magpie
How are we today?
Now you’ve stolen all the magic
And took my melody “

Emblema dell’innocenza, il suo camice bianco che chiamava notti di sogni dai risvegli tormentati. Non aveva alcuna colpa. Mi spiegava che la vita è il gioco di un abile illusionista che ti scivola in gola e radica nel tuo vuoto. Ma lui sapeva come liberarmi dal grande peso del vizio, diceva, e che sarebbe stato come cadere dal letto dopo un lungo sonno.

Tutti eravamo a conoscenza delle pratiche coercitive sottoposte ai pazienti dal team medico. Erano considerati test necessari: elettroshock, somministrazione di psicofarmaci senza alcuna norma. Abusi li definirebbero sostenitori dei diritti umani, ma non avevo avuto la forza di oppormi fino a quel momento.

Mr. Megpie  muore in un indifferente febbraio per attacco cardiaco, ma le informazioni sulla cartella clinica erano frammentarie.
I miei avvocati sono scettici rispetto alla volontà d’istanza che ho promosso, in ogni caso ho ottenuto il congedo dai miei compiti dall’istituto, come richiesto. Mia madre naturalmente si è opposta con vigore perché non lasciassi il mio posto di lavoro. Evidentemente non aveva capito quale fosse l’alternativa. A dire il vero, non credo di averglielo chiesto.

Spalancare la bocca in un universo di sospiri è ciò che mi tiene in vita, come un pesce nell’acquario dopo la rottura dell’incantesimo.

Slide your hand, Jump off the end. The water’s clear and innocent.

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