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Nicolas Jaar – Space Is Only Noise

Data di Uscita: 14/02/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

Prendete un giornale.
Prendete un paio di forbici.

Kole rovistò nel porta giornali di sua mamma finché, fra sorrisi patinati e macchine lanciate ai centoventi su chissà quale albero, sbucò una rivista sobria con due girasoli smunti in copertina. “Scelta strana quella della foto di due fiori appassiti”, pensò, e ciò conferì ancor più fascino a quella stampa bimestrale da quattro soldi.

Scegliete nel giornale un articolo che abbia la lunghezza che voi desiderate dare alla vostra poesia.
Cominciò a sfogliare le pagine, la prima cosa che gli si parò davanti fu un’enorme pubblicità in cui una biondina poco più che ventenne, coperta solo di petali di rosa, mostrava in camera con fare ammiccante un paio di orribili scarpe rosse. Prestando poca attenzione a quei tacchi chilometrici, fece scorrere gli occhi sui titoli che incontrava, di foglio in foglio. Sulle facciate successive, fra invettive di politici improvvisati e cronache di ordinaria follia, finalmente scorse un trafiletto di una decina di righe, accanto ad una foto, bellissima. A prima vista gli parve la foto della superficie lunare, scala di grigi e minuscoli crateri qui e là; poi notò nell’angolo in alto a sinistra un bimbo placidamente sognante nel suo passeggino scuro.

Ritagliate l’articolo.
Tagliate ancora con cura ogni parola che forma tale articolo e mettete tutte le parole in un sacchetto.

Non trovava sacchetti, così decise che il cestino in cui sua mamma riponeva decine di gomitoli avrebbe fatto al caso suo. Ne svuotò il contenuto sul pavimento, con grande gioia del gatto che accorse divertito dai fili che s’intrecciavano fra loro, e vi ripose, parola dopo parola, l’intero articoletto scelto.
Euforicamente ripeté mentalmente, quasi fosse una formula magica di un rito arcaico: “Agitate dolcemente. Tirate fuori le parole una dopo l’altra, disponendole nell’ordine con cui le estrarrete. Copiatele coscienziosamente. La poesia vi rassomiglierà.”
Infilò la mano nel cesto con la stessa adrenalina con cui da bambino infilava il cucchiaio nel dolce della nonna mentre nessuno lo guardava, e con mano tremante cominciò a scrivere:

In strada annusai lo sguardo di cristallo,
puntolini scintillanti brillare,
gambe levate, frutto dell’immaginazione.
Invisibili soltanto nell’aria,
improvvisamente le montagne tutt’intorno
frastuoni udirono provenire.
Silenzio come zucchero.
Colori.
Space is only noise.

Kole si fermò improvvisamente, l’ultimo verso l’aveva in qualche modo stordito e soddisfatto insieme. Si rivolse compiaciuto al gatto che l’osservava di sottecchi dalla poltrona: «Eccovi diventato uno scrittore infinitamente originale e fornito di una sensibilità incantevole, benché, s’intende, incompresa dalla gente volgare». Scoppiò a ridere, mentre il felino elegantemente saltava sul tavolo scombinando l’ordine delle parole e ricreando infinite poesie.

Annachiara Casimo

2 Responses to “Nicolas Jaar – Space Is Only Noise”

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