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Cut Copy – Zonoscope

Data di Uscita: 08/02/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

A febbraio già comincia la primavera nella mia testa, mi scrollo di tutte le schegge gelate dell’inverno e vado avanti con la mente nella primavera.

“Sono gli uccelli naturalmente le più liete creature del mondo”.

E perché mai io non potrei essere un uccello? Io lo sono e volo e nuoto: io sono un Martin Pescatore Primaverile, antica genìa di uccelli musicali che governano il mio mondo ingovernato.

Dischiudo le mie quattro palpebre, due per occhio, prima quelle che mi chiudono gli occhi e poi quelle che me li proteggono dall’acqua, e comincio a volare.

Su Mosca c’è Margherita che va dal suo Maestro.

Guardo questo infinito mondo finito, che con la sua bellezza oltrepassa i limiti della sua finitezza, “deus sive natura” penso in un momento, e risprofondo verso terra, avvicinandomi al fiume chiudo le palpebre trasparenti e mi immergo; esco fuori con un pesce e lo mangio.

Dorothy mi chiede come tornare nel Kansas e io le dico che il mago di Oz è un impostore (però è un brav’uomo) e che basta che sbatta tre volte i tacchi delle sue scarpe d’argento esprimendo il desiderio.

Dove mi porterà il narratore, vi chiederete ora, ma il narratore vi dice che lui stesso è condotto dalla corrente della musica, e la musica lo ha portato a casa sua. L’unico problema è che casa sua ora è in cima all’Himalaya.

Vi invito per una camomilla.

Uno? No, nella camomilla vanno messi due cucchiaini di zucchero, poi bisogna parlare di Dostoevskij, fare bei progetti e promettersi una vita attiva.

In camera mia c’è ancora il poster di John Lennon che mi ha riportato un mio amico da Liverpool, sopra c’è il testo di Imagine, leggetelo.

Bello vero?

Se volete suonate un po’ il Glockenspiel, buttatevi sul letto, leggete i miei progetti.

Il fiume mi chiama, vado a dargli qualche parola della mia protoprimavera.

Mangiate bene.

Marco Di Memmo

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