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Non Voglio Che Clara – Dei Cani

Data di Uscita: 15/10/2010

Convivere con te mi è impossibile, laido aspirapolvere emozionale, non scenderò ulteriormente a patti, non è una dignità ormai persa a costringermi all’estremo gesto, è qualcosa di più profondo, quei due centimetri solo miei che decantava Alan Moore, qualcosa che m’è dentro e sento fuori tutt’intorno quando smetto di ascoltarti straparlare di felice vita semplice. Nulla è semplice, nulla è consequenziale e niente è ripagato, tranne l’amore e tu d’amore non puoi vivere. Tu vivi di terrore e soddisfazioni approssimative e di questo nutri i tuoi figli fratelli, ed io con loro a mangiare gli avanzi alla ricerca di qualcosa di prelibato nella melma del controllato, censurato e ricomposto. Ti lascio, con tutte le conseguenze che competono a questo gesto, ti lascio come si lascia un ragazzetto ricco e viziato che per aver la donna sotto controllo la veste, le dà un lavoro e se la mette sotto il tetto, ti lascio per qualcuno decisamente meglio di te. Meglio. Un termine che mal si adatta al tuo metro di giudizio, meglio non esiste, esiste più ricco, più veloce, più forte, meglio entra in una serie di termini che sfociano nell’euristico e tu lo temi. Amore me ne vado. Amore vengo da te. A piedi scalzi scendo le scale, le scarpe in mano per non far rumore sul parquet, i miei vestiti indosso, sono ancora più corti e logori di come li ricordavo, ma non importa, piccola gitana ti restituisco l’involucro, questo candido piccolo corpo. Riavrai lo spirito che mi lasciasti in custodia, quella voglia di certezze se n’è andata, le certezze m’hanno spaventata. Prima di andartene però trascina con te la chitarra, troppo a lungo scordata. Lo faccio, così come lo immagino, a cuor leggero, t’abbandono con la freddezza di chi da tempo premedita l’azione e trova dopo un lungo trattenersi il coraggio dell’azione. Sono  Elena di Troia, la fedifraga guerrafondaia, sono Medea figlia di Ecate, la mangiabambini, sono il dolore che m’hai dato in questi anni raccolto nella fiala dell’attimo dopo il tuo prossimo risveglio. No, sono Adriana, Adriana di Adriana che vive per Adriana e solo di Adriana si cura.
Pensare che le ragioni del mio fallimento di ieri e del lascito che subirai domani hanno origine in un ricordo comune, io e te ancora giovani allo stesso esame durante l’appello di quel marzo lontano. Mi dica signorina qual è la sua riflessione a proposito del Neoliberalismo? All’inizio lo immaginai come un Coprofago, poi come un  Necrofilo ora penso che sia l’Erinne dei figli che mal cresceremo. Mi asciugasti le lacrime dopo la ramanzina del professore, poi m’accompagnasti a prendere un caffè, ricordo che offristi tu, festeggiavi un bel trenta.

Alfonso Errico

2 Responses to “Non Voglio Che Clara – Dei Cani”

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