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Our Broken Garden – Golden Sea

Data di Uscita: 18/10/2010

Un breve ascolto, durante la lettura

I’ll keep the vicious in my heart
di Giulia Delli Santi

E la porta si aprì morbidamente sul bel giardino.
Alla sua vista piante esotiche divise, probabilmente, per provenienza dal mondo, alberi con bizzarri frutti di improbabili colori.
Fece un piccolo passo, affondò la pianta nel soffice manto erboso, ora anche l’altra.
Pochi passaggi di stupore ancora, fino ad arrivare al bianco sentiero, non sapeva cosa ci fosse dall’altra parte, ma decise di proseguire.

Non saprebbe dirvi quanto tempo ci volle perchè riuscisse a raggiungere l’oceano e quel veliero dalle formose vele, ancora una volta condotto dalla voce di lei. Non sapeva chi era a chiamarlo, ma voleva andare avanti, imbarcarsi, sedotto da quelle malinconiche nenie.

“man in the moon sings a sad sad tune that the whole world cries”

Issate le vele, ci mise poco a spingersi così oltre da non poter più distinguere le sagome degli alberi alle sue spalle, solo macchie scure e, tutto in torno a sé, la distesa cerulea che andava imbrunendosi.
Ormai non riconosceva più dove l’acqua finisce e comincia il cielo.
Continuava a navigare e in un momento scese la notte. L’unica cosa che ancora l’incoraggiava era quel canto che non sembrava cessare, che continuava ad indirizzarlo per non si sa dove.
Un piccolo colpo emerse dalla linea di galleggiamento. Si affacciò e riuscì a individuare delle tavole in legno ormai marcio.
La densità di oggetti vari presenti come spoglie morte sul pelo dell’acqua andava ad ispessirsi.
C’era qualcosa di tipicamente rassicurante nei corpi che galleggiano, ma tutto questo non bastava a distoglierlo dal desiderio crescente di raggiungere la sua voce.

“share my blood
share my shame
and my love..
and let your fingers run through my hair”

E rimase senza fiato quando finalmente la vide, solo di spalle per il momento, la figura femminile proprietaria di quell’incanto.

“the night has fallen, the light keeps calling, oh where did I bury my heart?
it turned into stone fell out my flesh and bone, oh where did it fall in the dark?”

La strega l’aveva chiamato, come tanti altri amanti, ora pronta ad ucciderlo, ma con voce singhiozzante continuava a ripetergli che non voleva restare lì tra i morti.
E le acque nere aumentavano fino a diventare tempesta.
Soltanto nel momento in cui mi sono svegliato, è stato lì che mi son sentito morire.

“no goodbyes lose the ties and dry your blue eyes
golden moon, sing your tune. light our leave, ease our grief.”

2 Responses to “Our Broken Garden – Golden Sea”

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