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Avey Tare – Down There

Data di Uscita: 26/10/2010

Un  breve ascolto, durante la lettura

Down there: waiting for the big sound
di Marco Caprani

NAFKA, 17 anni luce dal pianeta Terra
78° giorno di Altair
COORDINATE:
Epoca J2000
Ascensione retta: 19h 50m 47,0s
Declinazione:+08° 52′ 06″

Non si può ancora uscire dalla navicella, c’è nebbia densa e le tute non sono state ancora ottimizzate per la nuova atmosfera.
Il paesaggio fuori continua a cambiare per colpa dei gas colorati… i risvolti del laboratorio dicono che non dovrebbero essere letali ma la percentuale di ossigeno è troppo bassa… devono ancora scoprirne la composizione chimica esatta, il loro comportamento fisico non è corretto… o meglio non è paragonabile a quello di nessun gas terrestre conosciuto: cambiano colore ogni volta che si entra in contatto con loro o che viene emesso un suono da una sorgente limitrofa alle nubi… variano da tonalità calde tendenti al rosso a dei verdi molto accesi e spesso tra le nubi si formano delle chiazze blu elettrico. È un paesaggio confuso… ipnotizzante.
Ammetto che osservarli dall’oblò di questa navicella è qualcosa di magico e terrificante… il computer per ora ha detto che le uniche nubi da cui bisogna stare attenti sono quelle blu: sono piene di etere e si potrebbe cadere anestetizzati in un sonno profondo e morire…
Non importa, adoro osservare il loro movimento… è impressionante quando due nubi diverse si toccano: si crea tra le loro particelle una sorta di luminescenza che genera uno squilibrio visivo… una specie di aberrazione cromatica… è un attimo.
L’aberrazione cromatica è un fenomeno che mi è sempre piaciuto, è la sballata e sottile linea di confine tra luce e materia. È un confine molto musicale: un suono speciale, colorato, indefinito… Una crema sonora che confonde le immagini e le rende affascinanti.
È interessante proprio perché è un evento che accade in limine, è il segno che ti avvisa che qualcosa sta per accadere, sta per nascere… è sempre dal limbo e dalla sperimentazione che si genera qualcosa, anche in natura accade… certo c’è da attendere, ma tutto il resto è morto ed immobile ormai, come i resti fossili degli animali di questo pianeta.
D’altronde loro, il loro big bang ce l’hanno già avuto.

Dal diario di David Portner, sezione “Cronache dello sbarco”.

One Response to “Avey Tare – Down There”

  1. Bid-Ninja…

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