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The Apples – Kings

Data di Uscita: 27/09/2010

Un breve ascolto, durante la lettura

E’ ormai notte a Tel Aviv.
Salgo sull’ultima corsa dell’ultimo tram in movimento.
Sono l’unico passeggero.
Ci dicevano che avremmo dovuto mantenere la calma. Difficile farlo quando scopri che il capo religioso della tua comunità è in cerca di una pistola per potersi difendere…
Eppure ora c’è calma. Questo silenzio mi mette i brividi.
Poso le cuffie sulle orecchie, accendo il mio walkman così che la musica passi dalla mia testa all’aria, alle strade.
.. dalla mia testa.. alle strade..

m i c o n c e n t r o
“there’s music in the streets, there-there-there’s music in the air”

Questo è quello che vorrei: che la musica copra le macchie indelebili di sangue lasciate sulle strade e sui plateau degli edifici.
E’ rimasta poca vita qui: ancora qualche madre che piange la scomparsa dei figli chiamati dalla causa, ma sono ben poche. La maggior parte s’è fatta saltare in aria per la disperazione.
La mia corsa procede, mi porterà a casa. Ad aspettarmi, miseria e disperazione. Mi chiedo che futuro può esserci per me. Se le cose non cambiano, sarò costretto ad arruolarmi. Proprio com’è successo al figlio del vecchio barbiere che stava all’angolo tra la Yad Harutsim e la Shevah, solo pochi metri dal nostro appartamento. Ricordo chiaramente le urla dei parenti sconvolti quando i due soldati vennero a prenderlo.

Il tram rallenta. Distinguo una manciata di uomini armati più avanti. Un posto di blocco? Il tram si ferma. Apre le porte.
E’gente pericolosa, mi dicono..
Osservo gli occhi del tramviere attraverso uno specchio posto al fianco dei comandi. E’ spaventato.
Uno degli uomini sale. Sento puzza di alcool e polvere da sparo.
Si rivolge all’autista, non riesco a sentire quello che gli dice ma lo butta a terra, estrae la pistola e gliela punta contro. L’uomo piange annichilito.
Un suono distrae l’uniforme armata. Ho il volume troppo alto.. Si gira lentamente verso di me, ha un ghigno di soddisfazione. Oltre il finestrino vedo gli uomini che sono ancora sulla strada completamente sbronzi, ridacchiano compiaciuti della situazione. L’uomo armato comincia a camminare disinvolto verso di me e ad ogni passo solleva più in alto la pistola.
Mi parla, ma non capisco quello che dice, è una lingua che non conosco. Non so cosa rispondere e lui sembra innervosirsi. Continua a ripetere la stessa frase, sempre più forte, tanto da coprire la rapida ritmica che produce il mio piccolo lettore.
E’ bastato un solo colpo alla testa.

m i c o n c e n t r o
“there’s music in the streets, there-there-there’s music in the air.”

Giulia Delli Santi

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