monthlymusic.it

Wildbirds And Peacedrums – Rivers

Data di Uscita: 23/08/2010

Un breve ascolto, durante la lettura

Scava la buca. Scavala in fretta. Dimentica il sole. Oltre la collina sta per spegnersi. Pochi istanti. Il gelo sopraggiunge lento e silente. Sotto la terra e oltre il mare. Scava la buca. Scavala in fretta. Un mantello nero e il cappuccio la proteggono dalla pioggia battente. Pioggia e sudore. Odore acre, l’odore della terra, terra che si ribella. Il sole sta per finire il suo straziante e faticoso viaggio, dietro la collina, per l’ultima volta. Mai più sorgerà. Da quella collina cento, mille, milioni di persone incappucciate. Ognuno con un badile tra le mani. Cantano, melodia funerea. Cento, mille, milioni di persone scavano la buca. Lei s’arresta. Respira e guarda il cielo. Grigio. Gocce di pioggia negli occhi. Gocce di pioggia nella bocca. Urlo disperato. Il cielo resta grigio, indifferente. Gli uomini sulla collina si gettano nelle proprie buche. Danza macabra. Domino solenne. La donna è l’ultima tessera del triste gioco. Si lascia cadere nella buca. Le sue mani tremanti si agitano, mentre raccolgono pugni di terra. Terra bagnata. Terra marcia. Terra punitrice, non più madre. Lontani fulmini: ultimi abbagli di luce. Ultimi abbagli di speranza? NO, nessuna speranza.

Coro dal sottosuolo:

“ Lenta si stende.

Il suo posto umido l’attende.

Trema e trema

Chi rema ?

Caronte! Caronte!

Ti guida nell’Acheronte. “

Va nella città dolente. Va nell’eterno dolore. Va tra la gente perduta. Su di una porta la scritta: lasciate ogni speranza voi ch’entrate. Eterno buio sulla sua retina. Eterno buio sulla tua retina.

Gianfranco Costantiello

Comments are closed.