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Arcade Fire – The Suburbs

Data di Uscita: 03/08/2010

Un breve ascolto, durante la lettura

Le tre di pomeriggio, estate inoltrata. Dalla finestra di casa mia sembra che il paese sia deserto, o addormentato; il caldo è cocente. È iniziato da poco agosto ma nell’aria c’è come ogni anno quella fastidiosa sensazione da fine stagione, intrisa di malinconia ma ancora così rovente. Un giro in bicicletta in un paese fantasma, e nelle campagne, è la giusta ricetta per immergersi nella maniera migliore nello spleen estivo, voglio vedere come scorre la giornata a qualche minuto da qui, come vivono l’estate negli altri quartieri, The Suburbs. Perché da me, in the neighborhood, non c’è anima viva. Nel lettore mp3 ho appena caricato l’ultimo album degli Arcade Fire, le mie vie scompaiono lasciando il posto ad altre, ed altre ancora, sulle note di un disco che già dall’incipit lascia presagire l’anima rock che lo caratterizza in toto. E pedalo sotto il sole, l’aria che sa di mare in qualche modo mitiga l’afa soffocante emanate dalle case e dai campi di girasoli. I am ready to start. Chitarre graffianti e melodiche accompagnano vivaci questo vagabondare solitario, sono così energiche, frizzanti e incalzanti che il mio incedere acquista anch’esso energia, e con naturalezza mi viene da sorridere sfrecciando accanto ad un acerbo vigneto. È la mia musica dell’estate, ma anche quella sulle cui basi costruire la stagione a venire; un disco pieno e corposo, completo e totale. E la piccola realtà in cui vivo non è così sopita come a un primo sguardo sembrava mostrarsi: come gli arpeggi, i riff e gli accordi mi allietano con nuovi suoni sorprendenti, la vita mi si manifesta con le sembianze di un contadino che riprende fiato seduto su un trattore, o con quelle di una numerosa famiglia ancora alle prese con un lungo pranzo sotto a un pergolato.
Fa terribilmente caldo ma sono spinto da carica nuova. I canadesi descrivono, pezzo dopo pezzo, le loro periferie, i loro sobborghi, e quelle apparenti statiche solitudini non sembrano così distanti da qui, né sembra che ci possa essere un oceano e più in mezzo. È soltanto il mondo che finge di dormire, o di stare a guardare, mentre di soppiatto respira e pulsa. E a tratti corre, come month of may, come me che inforco i pedali e mi appresto ad affrontare la salita più impervia della mia terra.
È sempre rock, a tratti commisto a new wave, a tratti addolcito dal folk. Sono sempre quei suoni tanto cari già da anni, ma i tempi delle nebbie intimiste e introspettive di Neon Bible, quei colori al limite dell’inverno, qui sono stati scalzati dal realismo della vita di tutti i giorni. E gli archi si sono fatti da parte per far esplodere le chitarre, proprio mentre arrivo in cima alla collina, e mi si spalanca la campagna davanti, e il mare di là. Ed è grandioso.

Federica Giaccani

2 Responses to “Arcade Fire – The Suburbs”

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