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Anais Mitchell – Hadestown

Data di Uscita: 16/06/2010

Un breve ascolto, durante la lettura

Quando abbattemmo il muro trovammo il deserto. C’era una bambina messicana col suo nemico. Il suo nemico era di fuoco. Lei gli sparò una pallottola d’acqua e lui si gettò a terra ormai spento.

L’aria era rossa e il sole sembrava un enorme rospo stanco che ritirava la sua pellaccia nella notte. Passò una carovana col re degli ubriaconi del deserto: Tom Waits. Gli gridai «vecchio Tom!» e lui mi rispose «vecchia sagoma!». Prendemmo un thè nel deserto. Il famoso thè nel deserto. «Fratello» disse Tom «è da talmente tanto che non ti vedo che mi sono scordato il tuo nome». «Art» gli risposi, tanto se lo sarebbe scordato dopo un minuto…

«Perché i tuoi avi costruirono quel muro?», «non so che dirti Tom, per sentirsi liberi dal nemico, pensavano di eliminare le tenebre con le pietre, ma come dice il santo, le tenebre si sconfiggono con la luce». «Mandarono un Gesù di cioccolato» disse ridendo Tom «ma si sciolse in un minuto!».

Alla carovana si aggiunse la bambina che stavolta aveva in braccio un cucciolo di coyote. Il deserto era duro, ci sembrava una coperta di fuoco sgualcita. Trovammo i tre trombettieri del deserto con i venti violinisti del deserto. Stavano facendo una partita a calcio nel deserto. Undici contro undici e uno faceva l’arbitro. Gli domandai dove si trovasse il prossimo whiskey bar, me lo dissero e non chiesero perché… questo mi ricordò qualcosa, ma andai avanti senza pensarci più di tanto. Ci fermammo dal vecchio del deserto che aveva il whiskey bar. Riprendemmo il cammino con molta più allegria, Tom era completamente sbronzo e raccontava di quando una tromba si innamorò di un pianoforte o le sue storie urbane piene di alcool e amore.

Il villaggio si aprì davanti a noi con potente meraviglia. Eravamo tutti a bocca aperta. Enormi palazzi di pietra e piazze di luce. Andammo dall’imperatore del deserto. «Così volete la fine della guerra?». «Si» gli rispondemmo in coro. «E cosa mi offrite?». La bambina gli porse in dono il cucciolo di coyote. L’imperatore sorrise. E fu la pace.

Marco di Memmo

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