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Jónsi – Go

Data di Uscita: 22/03/2010

Quando si svegliò, non riconobbe la stanza in cui si trovava. Addosso aveva ancora il maglione giallo, consumato sui gomiti e liso ai bordi, che non toglieva quasi mai. Uscì dalla stanza, illuminata a giorno, per trovarsi direttamente nella piazza principale di quella strana città. Le persone, avvolte in immacolati e complicati panneggi bianchi, camminavano senza parlare, a ritmo di quella stessa musica che anche lui ora sentiva provenire da chissà dove. Il torpore del sonno svaniva poco a poco e solo ora si accorgeva che gli oggetti non proiettavano ombre. Non c’era nemmeno il sole; la luce sembrava provenire direttamente dal marmo dei colonnati, dal selciato delle strade, dalle persone, da lui stesso. E quando incontrava qualcuno, l’unica comunicazione era un sorriso radioso, e un intensificarsi della lucentezza sua e del sorridente. Amava tutti, amava tutto. Era felice. Finalmente, interamente, eternamente. Si abituò in fretta anche alla tunica bianca, come se non avesse mai indossato altro. E così passarono i giorni, tutti uguali, in cui ogni ora era uguale all’altra: immobile e produttiva. Si accorse di conoscere tutto, di non avere dubbi. Parlare era inutile, sapeva come sapevano gli altri che per tutti era la stessa beatitudine, perfetta e sempre uguale a se stessa. La musica che si sentiva era celestiale, l’immagine sonora della natura e dell’armonia, della vita. Sentiva crescere qualcosa dentro di sé, che lo inquietava. Man mano, l’esigenza di esprimere il disagio divenne insopprimibile e dovette farlo: si mise a cantare. Alla prima nota capì senza che nessuno dicesse nulla che era finita: doveva andarsene, tornare da dov’era venuto, al maglione giallo. Scelse il suo nuovo demone, un’aquila enorme con una macchia gialla sulla fronte e si incarnò. Ritrovò le ombre, riconobbe il male. Iniziò il suo volo, cantando dei ricordi perduti e sbiaditi della città ideale, di nuovo in balia di pensieri circolari, sofferenze e dubbi, ma, di nuovo, libero.

Carlo Zambotti

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