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Xiu Xiu – Dear God, I Hate Myself

Data di Uscita: 23/02/2010

Un breve ascolto, durante la lettura

Abbiamo le magliette sporche, non si capisce chi di noi due sia più sporco dell’altro, ma continui a dirmi di voler uscire.
E usciamo senza cambiarci da questo solaio impolverato e pieno di percussioni metalliche dove sfoghi e imprimi le tue impressioni sempre troppo poco chiare.
C’è un sole californiano e parliamo di morte, di violenza, di sesso, di personaggi poco conosciuti, di pensieri poco classificabili e di come giocheranno i bambini degli Appalachi.
Parliamo del niente.
E finisci per portarmi sempre su strade vuote cantando a squarciagola i ritornelli pieni di offese e parole vietate dalla buoncostume, che un giorno non troppo lontano ti arrestano per schiamazzi in luogo pubblico. Io tengo il ritmo delle tastiere tamburellando i polpastrelli sul finestrino. SHALALALA LALA.
Ridiamo dei passanti, DEAR FUCK HUMAN, le nostre confusioni si estendono sopra le teste in forma di capigliature scomposte e stremate creando le parole di sconforto dei nostri genitori sempre più preoccupati.
E i momenti di raccoglimento sentito davanti ai luna park chiusi e spettrali, e ai motel dove gli uomini d’affari delle industrie in attesa di chiusura sfogano le loro voglie.
In un fermento sempre maggiore di stridenti suoni arriviamo a comporre i nostri dialoghi più simili a monologhi e flussi di coscienza impazienti di dilagare tra gli interstizi saturati delle nostre spalle sempre più incavate. Nel supermercato le barrette di cioccolata colorate per renderci felici costano davvero poco e facciamo scorta per ingozzarci in pace e siamo ancora più sporchi di prima, con le mani di un marrone cioccolata sciolta dal sole e dal tempo. Siamo scaduti come lei ormai.
Nelle magliette troppo rosa attillate e con le paillettes delle quindicenni in attesa del bus vediamo la fine dei tempi. Torniamo nella macchina senza più tanta benzina, capiamo che è ora di tornare nel nostro solaio, ma continui tu a cantare e io a tenere il ritmo, come due invasati, come quel video su youtube delle performance live dei Former Ghost a New Orleans.
Siamo quasi arrivati e sul cofano si materializza un fantasma di Jamie Stewart nudo, che gioca con il suo nintendo ds, e ci dice: “DEAR GOD,I HATE MYSELF”.
È ora di tornare nel solaio, dove è impossibile sentirci,finiremo per parlarci attraverso cartelloni colorati.

Alessandro Ferri

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