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Midlake – The Courage Of Others

Data di Uscita: 02/02/2010

Unearthly Minds
di Marco Masoli

Foglie bagnate. Fradice. Suole di sandali sgualciti le calpestano senza troppi scrupoli. Ho la testa rivolta verso il basso e posso solo inquadrare le estremità inferiori dei soggetti che si contendono le mie membra. Non ho più la forza di opporre alcuna resistenza e il rimbombare delle pulsazioni in prossimità delle tempie non promette nulla di buono. Radici. Enormi radici. Si ferma lo scalpiccio. Rimane solo il rumore delle gocce di pioggia scrosciante che si fanno largo tra le fronde. Mi gettano per terra senza troppi complimenti. Li guardo, ma non li vedo. Indossano tuniche di iuta ormai inzuppate fino all’ultima fibra. Gli sguardi incavati scompaiono nelle ombre disegnate dagli enormi cappucci, rendendoli figure estranee al mondo terreno.

Into the core of Nature, no earthly mind can enter…

Si levano dei canti sommessi. Preghiere direi. E’ una lingua che non conosco, parole fuori dal tempo. Sono stanco. Li sento e li guardo, ma non li vedo. Sono in otto. Tutti identici. Delle riproduzioni seriali. Sono esausto, forse vedo doppio.

Children of the grounds, are making warring sounds…

All’improvviso sei di loro si spostano contemporaneamente verso un punto preciso della radura. Hanno delle pale di metallo con sé. Scavano a lungo. Forsennatamente. Minuti che sembrano ore. Ore che sembrano vite. La soggettività del tempo. Non capisco dove mi trovo, cosa vogliono da me. Rimango straordinariamente impassibile benché la mia mente disegni già il finale. Sono consapevole, ma non me ne rendo conto.

While the rains would come, while the end was unknown…

In un baleno vengo legato con una grossa corda. Logorata dall’acqua, ma ancora robusta e solida. Una benda nera sugli occhi ed il corpo di nuovo in balia di quegli strani individui. Sento i rami e le radici che mi graffiano e mi spellano le ginocchia. Poi un tonfo sordo e solo la pioggia a purificarmi il viso. Rivoli di terra scivolano dalle guance al collo come lacrime. Poi altra terra e ancora, ancora, ancora. La bocca mi si riempie. Il respiro si fa affannoso e le palpitazioni cominciano ad aumentare. E’ un malessere fisico, non psicologico. Sono tranquillo.

So I’ve come here to wait, for the end of it all, till I’m gone frome here. I’m gone from here.

Ancora dei canti, sempre più lontani ed impercettibili. Poi solo un battito nel petto, sempre più lontano ed impercettibile. Quiete. Non li sento e non li guardo, ma li vedo.

So in the ground, in frozen wood, the father lies…

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