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Motorpsycho – Heavy Metal Fruit

Data di Uscita: 15/01/2010

Fuori piove.
Sono di fronte al calendario che segna 15-01-2010 e non mi importa granché del tempo atmosferico. Mi appresto a fare colazione con latte e biscotti d’ordinanza, sorrido al pensiero dell’ imminente acquisto, presso la mia discoteca di fiducia, dello “scuro” oggetto dei desideri.
Un lampo improvviso nella mia mente.

Vedilo.

Indossando i primi abiti che mi capitano a tiro, corro a lavarmi i denti: non rinuncio a canticchiare, nonostante il movimento delle setole impietose, il “Theme De Yo Yo” tratto dalla collaborazione “nell’acquario” tra i miei Beniamini e gli altri illustri norvegesi Jaga Jazzist.
Un altro lampo fa capolino (attraverso la voce di) Bent Sæther: “Questa è la cosa più pesante che abbiamo fatto in 15 anni di carriera!”.
Mi metto le scarpe, afferro l’ombrello ed il k-way ed affronto di corsa la lunga rampa di scale che mi separa dall’acquazzone invernale; “Now It’s Time To Skate” penso ad alta voce, e con un rapido balzo raggiungo l’esterno.
Piove meno, mi ritrovo a correre.
Ho sentito in anteprima il nuovo disco dei Motorpsycho ed è un frullato di hard rock, psichedelia e free jazz, ancora più dilatato e rumoroso del bianco 33 giri “Child Of The Future” uscito solamente qualche settimana fa. Mi compiaccio di non averlo ascoltato per intero, onore che spetta solamente alla copia originale del dischetto che tra non molto stringerò tra le mani.
Immerso in questi pensieri arrivo alla rivendita, ed al bancone principale (quello con le uscite del mese), fa bella figura di sé “Heavy Metal Fruit”! L’art-work mi rimanda al cielo stellato di “Doremi Fasol Latido” degli “Hawkwind” e non mi stupirei di trovare tra le note dell’ album più di un riferimento al loro “Space-rock”.
Ecco l’ennesima incursione, Loro sembrano sorridermi.

Vedilo.

Prima di arrivare alla cassa giro la confezione del cd e leggo i titoli delle canzoni: credo che oggi pomeriggio rimarrò in casa, ho un appuntamento con “Gulliver”!

Maurizio Narciso

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