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Tricky Meets South Rakkas Crew – Tricky Meets South Rakkas Crew

Data di Uscita: 30/11/2009

Original Meltin’ Pot
di Paolo Rossi

L’autunno a Bristol è grigio, asfissiante, umido. Sfiancante. Come ogni autunno che si rispetti oltremanica d’altronde.
La nebbia fra le navi ormeggiate dondola densa come il fumo della ganja.
Mark Stewart coi Pop Group prima e coi Maffia poi: fine ’70s.
Fine ’80s: si consolida la cultura del sound system e alcune posse (v. Wild Bunch) divengono l’anima vibrante di un movimento che vede la cittadina portuale come il fulcro ideale perché avvenga una fusione fra la sapienza indigena e quella degli immigrati di area giamaicana e non solo.
Massive Attack, Portishead, Tricky.
La sperimentazione non conosce ostacoli, alimentata dal thc.
Roni Size e i ritmi irrequieti della drum’n’bass.
Si arriva al giro di boa del nuovo millennio: l’interazione e la comunicazione fra gli umani sono sempre più ridotte all’osso.
La drum’n’bass rallenta, acquista in cupezza e in reverberi e delay. Frasi spezzate si adagiano su beats taglienti. Le frequenze non sono mai state così basse…
Pinch, Appleblim, Peverlist.
Tricky è sempre stato un dritto.
Massive Attack e Portishead sono oramai relegabili all’immaginario piccolo borghese; la drum’n’bass è vintage. La dubstep sembra già aver dato il massimo e ora strizza l’occhio ad house music e minimal techno.
Tricky però rimane sempre la voce fuori dal coro. Si serve di tutte le sonorità bristoliane fin qui citate ma senza essere mai troppo pretenzioso.
Giusto, genuino, che è la cosa più importante.
In questo album la collaborazione con la crew originaria della Florida sa di sole. Sole che arde sull’asfalto e che accelera la crescita della marijuana.
Sole che porta in dono sempre nuova luce di cui solo pochi sanno servirsi.
‘It’s a concrete jungle/even in a town’.

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