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Port Royal – Dying In Time

Data di Uscita: 02/10/2009

Competence is not a justification
di Filippo Righetto

13 Luglio, ore 15.46

Ho litigato ancora con Giulia, per delle stronzate, come al solito… è la terza volta questa settimana… si inventa delle storie assurde, continuamente… la sua immaturità ha trasformato  le nostre conversazioni in dei salassi estenuanti… credo sia il suo modo per dirmi che mi ama. Non prenderà bene la mia decisione di lasciarla, ma non ho altra scelta… sapevo fin dall’inizio che non sarebbe durata, ma si sa, l’amore fa agire come sciocchi…

20 Luglio, ore 21.32

Una notizia orribile! Ettore è morto… l’ho scoperto dal giornale questa mattina, hanno trovato il suo corpo in macchina, dicono abbia commesso suicidio… ho vagabondato senza meta tutto il giorno, trascinando con fatica le rumorose catene aggrovigliate intorno al mio petto, ai loro estremi una disperazione che mai avrei pensato di provare, ascoltando le composizioni che senza il contributo di Ettore non sarebbero mai nate… credo sia stato il miglior modo per onorarlo.

22 Luglio, ore 17.08

Sono appena tornato dal funerale… speravo che la presa delle catene si sarebbe affievolita col tempo, ma mi sbagliavo… il loro rumore sta diventanto insopportabile, mi sveglio urlando nel cuore della notte con quel suono metallico e maledetto che rimbomba nelle mie orecchie… è come se volessero impedirmi di continuare la mia vita… ho visto gli altri membri dei Port Royal alla cerimonia, ma non ce l’ho fatta ad avvicinarmi per porgergli le mie condoglianze… dietro Attilio ho notato una donna dai capelli corvini piangere sommessamente… her grief was quiet,she knelt with her head bowing, face hiding beneath her long black hair that hung, so appropriately, like a shawl, weeping for the loss, or maybe for herself…mi sono informato, ho scoperto che si chiama Anya. Anya Sehnsucht.

24 Luglio, ore 9.07

Sono andato a casa di Anya quest’oggi… mi sono lasciato guidare dalla catene, combatterle è da stupidi… è una donna distinta, anzi, una ragazza poco più che ventenne, invecchiata prematuramente. Il disagio per l’evidenza del suo malessere interiore è palpabile, per questo non produco parole di conforto, non voglio aumentare il suo imbarazzo. Ha delle rughe leggere intorno alla bocca, come di una persona avvezza al sorriso, un’abitudine che deve aver perso di recente visto che nel nostro breve colloquio è rimasta impassibile ai miei tentativi di farla ridere. Vive in una casa troppo grande per le sue necessità, e quando, con innocenza, le ho chiesto se la condividesse con qualcuno, sono rimasto spiazzato dalla sua reazione. La tazzina in porcellana bianca con decorazioni floreali ancora accostata alle labbra ha reso la sua voce cavernosa e inquietante. “No… se ne vada.”. L’ho accontentata, nonostante le catene ruggissero in disapprovazione.

4 Agosto, ore 11.30

Credo di stare impazzendo… ho ricevuto l’ultimo disco dei Port Royal, “Dying in Time”, e tremo al pensiero che i miei timori si concretizzino. Troppe coincidenze che si sovrappongono in una spirale delirante… emergono sempre nuovi dettagli, e strato dopo strato solo un fatto sembra certo: Ettore sapeva. Era in pericolo. Morire in tempo…ma in tempo per che cosa? E le canzoni, dio le canzoni, racchiudono un messaggio che non riesco a decifrare… molte sono costruite secondo gli schemi del loro vecchio brano “Anya Sehnsucht”, come stile prossimo ai Labradford, e io sono sicuro che Ettore fosse il più vicino a queste sonorità… perlomeno più di Attilio, che non ha mai nascosto la sua vocazione dance… devo tornare da Anya, è lei la chiave, lei deve sapere…

5 Agosto, ore 8.52

Anya è stata ricoverata in un ospedale psichiatrico, ha tentato di dare fuoco a casa sua, e ha aggredito chi cercava di salvarla… sono entrato nella camera dalle pareti imbottite… ho parlato, per ore, ma non credo capisse che qualcuno stava cercando di entrare in contatto con lei, e nel caso contrario fingeva molto bene… nemmeno io so cosa mi leghi a lei, la conosco appena, eppure… infine disperato le ho preso la testa tra le mani, i miei palmi a circondarle le guance, con le dita che si allungano fino alle sue tempie. Ho guardato nei suoi occhi, ma lei non ha restituito il mio sguardo, fissava qualcosa di indistinto oltre la mia spalla sinistra. Questo non mi ha impedito di capire che niente è rimasto di lei, i suoi occhi riflettevano i colori del mondo, solo perché non avevano più niente da mostrare. Non ho resistito, e sono scoppiato in lacrime.

11 Agosto, ore 1.52

Le catene non mi perseguitano più ormai, e questo mi lascia intuire che forse sono infine giunto alla verità… la folgorazione è arrivata dopo aver ascoltato più e più volte il loro ultimo lavoro… le dilatazioni meditative che li contraddistinguevano sono il sacrificio rituale richiesto dal Dio Autechre, tumulti elettronici mai sperimentati prima la ricompensa. Ci deve essere dell’altro, ma non ho più molto tempo, lui sa… o si, lui sa… sono stato incauto nella mia ricerca… e ora sta venendo per me… it doesn’t matter,I’ll welcome him, he’ll find me in my alcove, jumping and whirling, tears streaming down my beard, listening to The Photoshopped Prince.

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