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David Bazan – Curse Your Branches

Data di Uscita: 01/09/2009

Quando manca ancora qualche minuto alle nove, il mezzo chilometro di asfalto che separa casa mia dalla parrocchia, fatta eccezione per un gatto obeso che mi disgusta leccandosi i genitali, è deserto. Entro spingendo il pesante portone in legno che si richiude rumorosamente alle mie spalle. La funzione non è ancora iniziata e il mio ingresso scomposto attira l’attenzione di molti. Imbarazzato, chino il capo e cerco un posto per sedermi. Le panche centrali sono completamente occupate da ultrasessantenni, fortunatamente trovo una sedia libera in posizione defilata e nonostante una colonna m’impalli completamente la visuale dell’altare, le poche ore di sonno che ho sulle spalle sono insufficienti a mantenermi eretto a lungo. Senza dubbio sono il più giovane tra i presenti e questo mi suscita immediatamente un quesito: è la maturità spirituale che si raggiunge con l’avanzare degli anni o l’avvicinarsi del capolinea che spinge gli anziani ad affollare le chiese anche nei giorni feriali? Consapevole della mia latente indole da paraculo che la vecchiaia potrebbe palesare, non mi sento di escludere a priori una decisa sterzata verso il misticismo, quando sentirò che il mio tempo sta per scadere. Infatti, dovessero aver ragione i cattolici riguardo all’aldilà, con un impegno moderato mi garantirei, in eterno, una buona sistemazione. So che a rigor di logica ed in base ad un calcolo probabilistico, le migliaia di confessioni hanno tutte la stessa percentuale di custodire la verità riguardo alla salvezza dell’anima ma la vedrei comunque come una considerevole operazione di abbattimento del rischio. Il sacerdote che celebra la funzione, in tutta onestà, esprime idee lineari e condivisibili, sebbene il concetto di “mistero della fede“, ad una mente empirica e materiale come la mia, sia per ora di difficile assorbimento. Mi sembra invece che il punto debole di tutta la faccenda non stia tanto nell‘incondizionata fiducia richiesta, quanto nella mancanza di contraddittorio. Il confronto, non la didattica, dovrebbe essere alla base di ogni profonda convinzione. Mi affascina comunque constatare come la religione sia l’elemento più interclassista possibile, dall’imprenditore all’operaio, dal miliardario allo squattrinato, dall’erudito all’analfabeta, sono tutti lì per farsi indicare la strada giusta da percorrere. Non c’è nulla da fare, l’insicurezza è propria della natura umana e ognuno, a suo modo, si augura di aver riposto le proprie speranze nel modo giusto.

Andrea D’ Avolio

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