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Jack Peñate – Everything Is New

Data di Uscita: 22/06/2009

Se tutto il mondo approdasse al mio comizio, oggi, suonerei per lui il nuovo disco di Jack Peñate. Vi raccoglierei tutti sulla via principale, uno per uno, costipati in abbondanza dal Comune ritto fino al mio pub locale. Vi direi che ho qualcosa per voi, e che è l’ultimo disco di Jack Peñate. Il nuovo disco di Jack Peñate è un disco spiritoso, e dovrete tenervi per mano per l’eccitazione. Con l’espressione di uno stupido negli occhi, lo sentirete suonare dagli altoparlanti. Centinaia di stupidi accollati su altre centinaia tanto da sembrarne solo uno, immenso. E così un altro e quello dopo, posti uno sul lato altrui fino a contarne milioni. Partiamo al mio tre, coi miei amici e i vostri. Lo dirò all’avvocato, al ragioniere e al pretore. Il curate e il monarca. Il direttore delle scuole, il sindaco, il primo ministro e il penultimo. Dico questo perchè il nuovo disco di Jack Peñate è un disco umanitarista, e un disco umanitarista è un signore di prima categoria. Ditelo a vostro padre e a vostra madre, anche, che vi faccio un comizio sul nuovo disco di Jack Peñate.
Vi dirò che è fatto apposta per voi, perchè il nuovo disco di Jack Peñate è un disco fatto apposta per voi. Voi e gli altri, ho detto. Mano per la mano e in fila di due come fate per il pullman alla sera, e il disco che suona quando tornate a casa. Il banchiere come il nuovo concorrente del programma alla TV. Con la nazione a guardarlo, tutti nessuno escluso. La commedia nel vostro televisore e voi seduti alla poltrona, tutti col fiato sospeso nello stesso momento tanto da non sentire nulla per un intero minuto, ovunque ti trovi nel mondo. La mia nazione e la tua. Perchè è un disco comunitario, il nuovo disco di Jack Peñate. E’ tanto comunitario da essere un disco comunista. Un regime collettivista e perverso con un proprio corpo militare, nel particolare, a cui chiedere di marciare con la voce di Jack Peñate e la musica di Jack Peñate in sottofondo. Questo perchè il nuovo disco di Jack Peñate è un disco popolare, anche. Ti dice della gente con le loro parole, risucchiate nei battimani di mille persone al medesimo secondo. Una comune di portinai musicali, e la canzone del cuore. Di quelle che ascolterai fra cento anni e per cui ricorderai lo stesso identico episodio come fosse successo ieri, con la lucidità  di un chimico. Diventiamo stupidi, voglio muovere il culo sulla nuova operetta per la radio che fa Robert Smith. Inauguriamo la stagione, andiamo al mare.
Partiamo al mio tre con la parata militare, da casa mia verso il sud del Continente. Un gerarca nazionalista coi colori della sua legione sull’uniforme, un paese e la sua piazza sul mondo. Il disco che suona al comizio, e la città  ai miei piedi ed ai vostri. Gli ossequi all’attore, la mano al becchino. L’assessore comunale e la valletta arrivista. Il signore al suo governo, la donna al suo uomo. Il batticuore e la banda tribale. Il bollore. Ditelo a tutti, che vi metto il nuovo disco di Jack Peñate, e che vi piacerà  tanto.

Tonino Cervino

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