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Passion Pit – Manners

Data di Uscita: 18/05/2009

Provato dalla fatica e col fiato mozzato. Hai l’electro nel cuore e l’emozione negli arti,che tu muovi con destrezza per arrivare al nuovo spettacolo in città. Un carrozzone colorato di giallo che sembra una corona imperiale di dimensioni mostruose. Giallo come un faraone e bello come il sole. Il fantoccio di un cartone animato in pitch colour architettato con ingegno sulla misura di un uomo, le cui vene sono l’anima, che gli attraversa il corpo come un’autostrada all’ennesima potenza. I polmoni, invece, ne sono il ritmo, che consola il tuo respiro come un utero materno. Uno e due e tre, e dopo uno un altro, e così via. Tutta la strada fino a qui, che hai corso da casa tua tutta d’un fiato, con l’emozione nel petto. I cori ti accompagnano, li senti cantare. Ti dicono cose bellissime, in una maniera sopraffine.
Questo posto sa di ghetto popolare e del colorante di una bubble gum, dove senti a volume alterato la musica della radio dallo stereo boombox, ricoperto della gloria del patchwork sulla sua superficie. Ti abbaglia a tratti dalla maglietta fino alla gomma sotto alle scarpe, come le luci strobo nella pista da ballo al fine settimana. Sei Tony Manero, o una sua versione appena più gentile. Con l’electro nel cuore, e l’emozione negli arti. Sei il primo signore a questo Mondo. Sei l’ultimo neonato e il primo vecchio. Sei l’amore per la tua donna, la donna più bella sulla faccia della Terra. Sei un folle con le scarpe di gomma e i capelli rosso pastello, e questo è il tuo momento, non prima nè dopo. Cintura in vita e la musica in corpo che ti suona come un diavolo. Sei il rock’n roll e sei suo fratello. Con il sangue all’ennesima potenza, mentre ci canti una canzone, tu e la tua gente, col respiro pesante per la corsa da casa.
Nelle tue gambe c’è la musica di una intera comune di signori forsennati, che ti cantano una canzone mentre battono a terra con la punta del piede. Così fai tu, come fanno loro, li guidi te stesso. Li porti a ballare come Tony Manero, mentre tieni in mano la tua pinta di birra, con le loro canzoni nella gambe quasi fossero i tuoi pantaloni.
Ne vogliamo un’altra. Una ancora, fatene un’altra. Ho corso fino a qui da casa mia per sentire questa arte, e che mi vibri nella pancia come nella testa. E uno e due e tre, ci siamo. Sono il padre di voi tutti, sono la vostra canzone. Il tuo Dio con addosso un cardigan e i capelli sugli occhi. Non smettere di muoverti e rimetti il disco, piuttosto, voglio sentirne ancora un’altra mentre tiro verso casa.

Tonino Cervino

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