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Burial / Four Tet – Moth / Wolf Cub

Data di Uscita: 01/05/2009

“Coin Flip”
di Andrea D’Avolio

Dannazione, io sia stramaledetto!
Eccomi qua, un’altra volta seduto a questo fottutissimo tavolo.
Un milione di volte mi sono chiesto come cinque assi in legno possano esercitare su di me un tale magnetismo e solo ora mentre fisso le mie fiches, capisco quanto la risposta sia palese.

E’ tutta colpa del panno verde che ne ricopre la superficie superiore. Il verde è sempre stato il mio colore preferito e le sue influenze cromoterapiche trovano in me un recettore particolarmente sensibile; per questo al tavolo da gioco mi sento perfettamente rilassato, calmo e concentrato.
Rilancio pre-flop, con coppia di jack, più che legittimamente e tutto mi aspetterei, tranne che il chip leader, due posizioni dopo, metta tutto il cucuzzaro nel piatto.
Ho poco più della metà delle sue fiches, questo vuol dire che in caso di sconfitta tornerei a casa bello alleggerito e oltretutto i due fanti che ho in mano, con quei baffetti spocchiosi, sembra mi guardino poco convinti delle loro potenzialità.
Chino la testa, appena gli occhi incontrano il verde del tessuto il battito cardiaco si regolarizza, dandomi la certezza di essergli davanti nelle le percentuali di vittoria.

Call

Alzandomi dalla sedia giro la mia coppia sperando di scorgere in lui un qualsiasi segnale di sconforto, che purtroppo non arriva, tanto basta ad abbassarmi di diversi gradi la temperatura del sangue che smette di scorrere nelle vene.
Il porco mostra asso-kappa e mi si chiarisce la sua tranquillità: è un coin flip.
Chiamatelo come volete: testa o croce, 50 e 50, la realtà è che io ho il punto, lui no e abbiamo le stesse possibilità di portare a casa.
Dannata moneta!

Lo split Burial/Four Tet è il caso atipico di coin flip: due tracce da 9 minuti registrate sui due lati del medesimo vinile. Qui l’alea è zero, la metà perdente non è contemplata, indipendentemente da come cada la moneta, è vittoria!
E’ dub da lacrime agli occhi, puro come acqua sorgiva, vitale come un seno materno, fresco come una camicia di lino, ipnotico più di qualsiasi cazzutissima spirale.

Cinque carte da girare, inspiro, mi risiedo e fisso il tavolo.
Il verde mi scongela il sangue che tornare a circolare e i due tipi coi baffetti ora mi sembra abbiano occhi più gagliardi…

GO JACKS, GO JACKS!

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