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Super Furry Animals – Dark Days/Light Years

Data di Uscita: 13/04/2009

Edmonton, capitale della provincia canadese di Alberta, e sede del centro commerciale più grande del mondo. Si prospetta una giornata di svaghi. Magari riuscirai a parlare con quella cameriera di Western Maul che tanto ti piace. Sul 38-b due ragazzi più grandi discutevano di qualcosa, “musica” forse. “Secondo me se David Thomas fosse nato negli anni ’80 ora canterebbe allo stesso modo”. Crazy Naked Girls. L’altro non sembrava aver gradito il paragone. Entri, non c’è niente di diverso rispetto all’ultima volta. Forse la melodia, ma non ci capisci granché. “Ah, un ottimo esempio di experimental soft funky”. Moped Eyes. Acceleri il passo, quei due tizi ti inquietano. Sono le 15, e sei giusto in tempo per la parata del terzo piano. Festoni colorati si accavallano a formare compagini complesse, vivaci palloncini annebbiano il senso della vista, mentre l’aria è resa irrespirabile da una moltitudine di coriandoli svolazzanti. Fai in tempo ad intravedere quello che ha tutta l’aria di essere uno straniero, tedesco a giudicare dalla lingua, tarchiato, con un vistoso paio di baffi prussiani, le guance di un rosso acceso, ed un cilindro nero dal precario equilibrio sul capo. Quando non è impegnato a dire qualcosa di incomprensibile al microfono, improvvisa un’improbabile marcia sul posto, agitando le braccia. Si diverte come un matto. Tutti si divertono come dei matti. Inaugural Trams. Ti fai largo tra la calca, sei già stremato, ti siedi su una panchina. Nella vetrina d’innanzi a te c’è un monitor lcd da 32 pollici, stanno trasmettendo quel programma di musica “strana”. Ascolti parole che per te non hanno significato, melodic shoegaze, mah, ciononostante la tua attenzione è catturata dal video, dove quattro “panzoni” dalla folta barba e vestiti da, stenti a crederlo, ninfee, si producono in un coretto mellifluo, che la tua mentalità da provincialotto ti impedisce di capire. La scritta Cardiff In The Sun compare, seguita da Super Furry Animals. Quel primitivo impulso chiamato curiosità ti porta ad alzarti, e a dirigerti verso il negozio di dischi all’angolo. Ripensi a quel che disse il professore di Biologia un paio di giorni or sono, “Dalla complessità biologica dell’uomo deriva anche la sua supremazia”, chi lo sa, potrebbe essere un concetto applicabile anche a questi Animali Super Pelosi. Varchi la soglia di Yellow Stereo, ma non sei mai stato bravo a trovare il disco che volevi, il che ti costringe a rivolgerti al primo ragazzo con la canonica pettorina gialla che incontri. Sfortuna vuole che sia lo stesso tizio del 38-b. “Ti consiglio di saltare Helium Hearts, White Socks/Flip Flops, Where Do You Wanna Go?  Lliwiau Llachar, a meno che tu non sia interessato ad una strana modernizzazione del classico happy pop proprio dei sixties. Hai sentito l’ultimo degli Animal Collective? E’ stato veramente un’ottima annata per la neo-psychedelia..senza contare i  Grizzly Bear, è stato un ottimo periodo anche per gli animali, ahahaha!”. Lo odi. Ma almeno sei convinto che, ripetendo ciò che hai appena sentito, potrai far colpo sulla ragazza dai capelli rossi di Western Maul.

Filippo Righetto

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