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Apes & Androids – Nights of the Week

Data di Uscita: 20-04-2009

“Nights of the Week” è l’ultimo singolo degli Apes & Androids, terzo estratto dal cd di esordio dello scorso anno, Blood Moon.

Venti anni fa avevo cinque anni e camminavo come un bamboccio. Stringevo la mano di mio padre e battevo i piedi a terra, nella convinzione che non avrei lasciato quel posto per niente al mondo. Quel posto era una maratona di compari pittoreschi che si arrabattavano negli innumerevoli costumi fluorescenti, incitati dagli inni nazionali che riverberavano negli altoparlanti. Li rincorrevo con lo sguardo, e non avrei offerto un cenno di resa che fosse uno. L’Italia quell’anno si classificò terza, e tornammo a casa con le lacrime negli occhi. Io con il loro medesimo rammarico.
Gli Apes & Androids mi riportano alla mente il folklore dei miei connazionali venti anni fa, che si muovevano come soldati in marcia col loro Paese nel cuore. Duo newyorkese con imponente seguito live nell’ultima scena club d’oltreoceano. I visi colorati dal maquillage, e le movenze di un idolo pop, la band strizza l’occhio al Bowie prima maniera nel mimare un cabaret felliniano glorioso ed energico durante i suoi spettacoli, giocati grossomodo tutti in casa, fino ad ora. Nientedimeno, arrivano in Europa questo mese, e solo due settimane fa il Regno Unito ha potuto assistere ad uno degli atti più considerevoli della nuova stagione. Una maratona festiva micidiale prestata alla new wave in chiave moderna.
Ti portano a ballare, e lo fanno a modo. Potrei contare sulle dita di una mano quelle band dell’ultima ora che siano riuscite a farlo con lo stesso garbo. La loro musica è demenziale e prodigiosa, e ti lascia inerme di fronte a melodie spregiudicate.
Indietro di venti anni da oggi, facevo la strada di casa insieme a mio padre pensando alla festa per il pallone di calcio. La mia città non era mai stata tanto bella e la guardavo a bocca aperta con un’espressione di stupore. Quando la musica parte non c’è verso di fermarla, ti muove i piedi a scalciare da mezzo campo come uno di quei giocatori sullo schermo. Un passo ed un altro ed uno ancora. Adesso, se vi stavate chiedendo se fosse o meno l’ora di lasciare la pista io suggerisco di aspettare. Questi ragazzi non hanno che appena cominciato.

Tonino Cervino

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