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Prefuse 73 – Everything She Touched Turned Ampexian

Data di Uscita: 14/04/2009

Esistono dischi che sembrano chiavi. Dischi che aprono porte, che mettono in contatto ambienti e generi differenti. Herren ne ha fatti almeno un paio ma ‘Everything She Touched Turned Ampexian’ non è uno di questi, diciamolo subito. I capolavori stanno altrove e ‘One Word Extinguisher’ rimarrà probabilmente un colosso insuperabile. Ma anche se le aspettative non sono più altissime niente ci impedisce di provare una discreta curiosità per le nuove uscite di Prefuse (e sono numerose, non è uno che si risparmia). Ed è un piacere riscontrare che lo stato di forma è buono, forse il migliore da qualche anno a questa parte. Il materiale è abbondante, mette in fila 29 pezzi brevi, pochi dei quali oltre i 3 minuti; piccoli ninnoli e divertimenti estemporanei, che potrebbero funzionare allo stesso modo se accoppiati a due a due. Niente di nuovo o quasi. I cambiamenti sono un paio: la durata dei brani (e l’abbiamo detto) e il metodo di registrazione (e ce lo dice il titolo). E’ stato infatti usato un Ampex analogico. La sensazione è quella di continuità coi lavori precedenti, cha a tratti può sembrare una ripetizione esasperante (ma in fondo anche il loop è un’ arte), ma è in realtà frutto dell’ adesione ad un progetto, o meglio una missione, tra i più innovativi sia nell’ ambito elettronico che in quello hip hop. E accusare Guillermo di non voler rischiare  avrebbe davvero poco senso.
E’ musica a gocce la sua, elementi afro ed etnici vaporizzati e resi leggeri come un’ indigestione di elio. Echi dei bassi profondi di Flying Lotus e del Madlib più drogato, breakbeat lucidissimi si alternano a pause ambient e battiti hi-tech da soul del IV millennio.
Giocando col binomio tradizione-futuro, qui ci sono pochi dubbi, siamo fortemente sbilanciati sul secondo. La carica e l’irruenza dell’ hip hop sono sedate da massicce dosi di morfina, rimangono in lontananza giusto per far vedere da dove si è partiti, ma sono ormai superate. Le viscere insomma sono state tradotte in codice binario.
E’ un esercizio utile notare come un altro disco tra i più  interessanti di questa primavera segua un procedimento opposto alla disumanizzazione tecnologia di Herren. L’ottimo ‘Ecce Beast’ dei due Kill The Vultures infatti è interamente proiettato sul passato, riporta il rap alle origini, avvicinandolo agli altri generi storicamente neri, grazie all’ abuso di campionamenti jazz e blues. Due percorsi divergenti ma efficaci per due album diversamente integralisti.
E volendo sintetizzare il tutto con uno slogan da pubblicità della Nike, potremmo dire: Non importa se vai avanti o torni indietro, l’importante è non rimanere fermi.

Iuri Accogli

2 Responses to “Prefuse 73 – Everything She Touched Turned Ampexian”

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